Home page Parrocchia Attività Oratorio Pubblicazioni Spiritualità Gallery Informazioni
Share |
 

Pagina 1 2

Cenni storici sulla Fondazione Grattarola

Ente promosso dalla Marchesa Angiola Grattarola

20/12/2011

 

Cenni storici

Dall’Archivio dell’Ente, da una tavola genealogica delle famiglie Grattarola-Beccaria-Incisa (di proprietà di Giuseppe Robotti), dai Bollettini parrocchiali e dalla Storia Solerina di C. Romagnoli e si desumono le seguenti notizie storiche. Il Marchese Giulio Antonio Grattarola di San Giorgio (di Lomellina) fu militare presso l’Accademia di Torino nel 1756. Sposò il 10 febbraio 1771 la Contessa Donna Angiola Maria Guasco (raffigurata in alto a destra) figlia del Conte Antonio, che fu poi Marchese di Solero, Conte di Pavone e Signore di Predosa e della Isabella Bellingeri, a sua volta figlia del Conte Giovanni Alberto, Signore di Rivarone.

La Marchesa Angiola Grattarola, dopo la morte del marito Giulio Antonio, avvenuta nel 1798, fu donna benefica e oltremodo virtuosa. Non potendo per infermità andare in cerca di poveri e visitarli, aveva scelto in aiuto un buon sacerdote, ma le loro generose opere rimasero sempre segrete. Non avendo prole, con suo testamento dell’8 aprile 1825, rogito Luigi Viecha, nominò erede della maggior parte della sua immensa fortuna l’opera Pia dei Catecumeni di Alessandria e un’altra minore parte dell’eredità fu destinata al suo segretario Luigi Agosti (parente del Conte Agosti). Egli se l’era fatta lasciare, ma non potè godere il frutto della sua “estorsione”, perché il domestico lo assassinò, credendo con tal mezzo di entrare al più presto in possesso della cascina che il detto Agosti con suo testamento gli aveva legato. La summenzionata cascina fu poi detta “l’impicaia”, dato che il domestico, reo confesso, senz’altro subito processato, fu impiccato.

La Marchesa Grattarola provvide poi particolarmente ai poveri di Solero, legando al paese, feudo dei suoi avi, un’annua rendita di Lire 3.000, da convertirsi in soccorsi agli infermi a domicilio e nello stipendio di una maestra per l’istruzione delle fanciulle, istituendo così l’Opera Pia Grattarola. Nella sala delle riunioni, nella sede dell’Opera, oggi Fondazione, fu collocato il ritratto a olio della benefattrice e un altro fu collocato all’ospedale civile di Alessandria, ove essa è ricordata, anche in una lapide. Non si dimenticò pure nel suo testamento dell’orfanotrofio di santa Marta, di Alessandria, cui lasciò lire 10.000. Una lapide le fu ivi posta, nel 1831, a perenne ricordo. Morì il 14 gennaio 1830, e fu sepolta nella piccola chiesa della piana di san Michele, presso Alessandria, da lei stessa eretta nel 1818, sotto il patronato di S. Antonio di Losa.


Della dinastia dei Grattarola fece anche parte Alessandro Grattarola che naque a Solero nel 1547. Avviato agli studi ecclesiastici diventò sacerdote e dottore in diritto canonico e civile. Divenuto Vicario Generale del Cardinale S. Clemente, Vescovo di Acqui Terme, ricevette l’onorificenza di Pronotario Apostolico. Con il trasferimento a Roma del predetto Cardinale, mons. Grattarola lo seguì, andando poi a governare le città di Terracina, Sezze Romano, nei pressi di Latina, nell’allora Stato della Chiesa. Fu pure Vicario arcivescovile di Teano, lasciando ovunque ottima fama della sua rettitudine e giustizia. Ritornò a Roma e poi a Solero. Con testamento del 9 agosto 1625, rogato Sebastiano Sappa, abbellì la sua Cappella intitolata ai SS. Antonio e Agostino all’interno della Chiesa di S. Maria di Castello in Alessandria. Morì il 24 giugno 1629 in Alessandria, all’età di 82 anni e fu sepolto, secondo la sua volontà testamentaria nella sua cappella in S. Maria di Castello. Secondo alcune fonti mons. Alessandro Grattarola fu l’ispiratore dell’opera caritativa che la cognata Marchesa Angiola seppe realizzare con magnanimità.

E così, come recita lo Statuto dell’Ente, in data 7 agosto 1819 la Marchesa Angela Guasco Grattarola di San Giorgio redisse un testamento mistico (spirituale, antecedente a quello dettagliato del 1825) con il quale destinava parte delle sue sostanze per l'erezione nel territorio di Solero di una Opera Pia vincolandone la costituzione con le seguenti finalità:

Ø provvedere alla somministrazione di medicinali ai poveri,
Ø provvedere all'assistenza a domicilio degli infermi poveri,
Ø provvedere alla cultura morale, religiosa e professionale delle ragazze di Solero (allora trascurate dalla cultura prettamente maschilista dell’epoca),
Ø provvedere all'assistenza integrativa a favore della gioventù minorile del luogo.
Si narra che i solerini si siano opposti alla prospettiva di veder nascere un ospedale per i poveri: la somma stanziata dalla Marchesa fu così utilizzata per le cure a domicilio.

Il fondo dell’Opera Pia venne successivamente ampliato da donazioni ed eredità private, fino ad essere definitivamente costituita con disposizione del Vescovo di Alessandria mons. Alessandro D’Angennes (1818-1832) in data 25 Gennaio 1832. Benefattori illustri, raffigurati anche nelle tele conservate in Fondazione, furono il Canonico Perpetuo Bruno Gallia che nel 1839 legò all’Opera Pia Lire 7.000 e il Can. Carlo Bruno Guasco, che nel 1841 nominò erede di tutti i suoi beni l’Opera Pia (Lire 5.600).

Furono aperti quindi una farmacia per i poveri e un’istituzione educativa per le fanciulle. Maestre degli infanti e addette alla Farmacia furono le suore di Carità fondate da S. Giovanna Antida Thouret (1765-1826), dedite proprio allo stesso spirito con cui nasce l’Opera Pia: l’educazione dei giovani e l’assistenza ai poveri. Nel 1845 vi fu l’apertura ufficiale della scuola, alla presenza delle autorità del paese. Questi sono i nomi delle suore che nello scorso secolo insegnarono o lavorarono all’Opera Pia, che ricordiamo con grata memoria: Suore dell’Opera Pia: Sr. Consolata, Sr. Margherita, Sr. M. Antonia, Sr. M. Ancilla Malacrida, Sr. Gaetana Bianchi, Sr. M. Concetta Scarampi, Sr. M. Stella, Sr. M. Paola, Sr. Anna Claudia Perotti, Sr. Maria Laura Solero, Sr. Emanuela, Sr. Augusta Raspo, Sr. Leonarda Perini (unica vivente, ora in indonesia), Sr. Terenzia Consolini, Sr. Assunta Naviod. Suore dell’Asilo: Sr. Serafina, Sr. Clementina, Sr. Giulia, Sr. Enrichetta. Suore che servirono nella Casa di Riposo: Sr. Marta, Sr. Anacleta, Sr. Speranza, Sr. Laurenzia.

La scuola elementare “Opera Pia Grattarola” operante fin dal 1845 (e parificata dopo la 1° Guerra Mondiale) è stata negli anni frequentata soprattutto dalle ragazze del paese e sostenuta dai proventi della Farmacia omonima. La sede della Scuola elementare Grattarola fu la stessa delle Scuole elementari statali per volere del Sindaco Angelo Guasta, con la volontà di unificare le due scuole elementari presso l’edifico scolastico di via Di Vittorio (costruito per mandato dello stesso sindaco), fino agli anni 1971-1972. Da quel periodo, in seguito a prese di posizione politiche, le lezioni della Suola parificata si trasferirono presso i locali dell’Opera Pia in Via Pasino, dove nel 1845 era nata l’opera educativa. La scuola cessò l’attività alla fine degli anni ’70, a causa del calo demografico e della carenza di Suore.

Nel 2004, il presidente dell’Ente richiedeva alla Regione Piemonte il riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato, l’approvazione del nuovo statuto e la variazione della denominazione da IPAB Opera Pia “Grattarola” a Fondazione “Grattarola”. La proposta veniva motivata dalla natura privatistica dell’ Istituto ed altresì dalla necessità di dotare l’Ente di uno statuto più conforme alla legislazione vigente, all’evoluzione dei tempi e della società.

Attualmente la Fondazione è amministrata, rispettando la volontà della Marchesa, dal Parroco pro tempore di Solero (don Mario Bianchi), Presidente dell’Ente, e da un Consiglio di Amministrazione, formato da sei cittadini di Solero, in carica gratuitamente, tre nominati dal Parroco e tre dal Vescovo (Biancarosa Piacenza, Consigliere e Vice Presidente, e i consiglieri Bruno Robotti, Pier Giacomo Vernero, Gianni Ottino, Gianna Pasero, Nicola Robotti). I proventi di cui la Fondazione si serve per l’opera caritativa e solidale giungono dall’attività della Farmacia Grattarola, dall’affitto dei terreni e degli alloggi adiacenti la Farmacia. I dipendenti della Fondazione sono: le Farmaciste (dott.sse Orietta Rossi, direttrice, Manuela Gianelli e Rossella Palazzeschi collaboratrici part-time), la Segretaria dell’Ente (Manuela Girardengo), l’Addetta alle pulizie e al magazzino (Evelina Rosa).

 

TORNA INDIETRO