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La Chiesa di San Michele

 

 

Sembra che nel primitivo insediamento di Solero esistessero in origine tre chiese, intitolate rispettivamente a San Martino e successivamente a Santa Maria (forse da localizzarsi nella regione Mezzano), il priorato di San Giovanni Gerosolimitano, con annesso ospedale (di probabile intitolazione a Sant'Antonio) e San Michele, tutte e tre le chiese documentate nella seconda metà del secolo XII e agli inizi del successivo (nel 1224 l'oratorio di San Michele suppliva alle funzioni della parrocchiale che non era in condizioni di poter essere officiata regolarmente), delle quali tuttavia non si conserva più alcun resto già nella seconda metà del secolo XVI.

Tra il tardo medioevo e la prima età moderna, vennero erette diverse chiese non parrocchiali: la cappella campestre di San Rocco «extra locum Solerii, versus viam Felizani», menzionata negli atti della visita pastorale del1566 ; la cappella di San Cristoforo, edificata fra il 1621 e il 1625; un'altra cappella dedicata a San Michele, costruita fra il 1613 e il 1636 all'interno del borgo, nei pressi del ponte della Braida (odierno ponte del Borgo), la chioesa di santa Maria del Mezzano, citata negli atti della visita pastorale del 1593, forse sul luogo dell'omonima antica chiesa, divenuta poi la canonica di San Perpetuo; la chiesa di Sant'antonio, eretta nel 1464, distrutta nel 1745 e trasferita in un edificio di proprietà dei marchesi Cuttica di Cassine ...

(da: "Schede storico-territoriali dei comuni del Piemonte - Comune di Solero - Sandro Lombardini 2002)

La testimonianza di Giuseppe Ercole:

La Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, situata in via Ugo Ghisiglieri a ridosso del rio Sivario, era una confraternita i cui fratelli indossavano, sul camice, una cappa di colore viola; essi prendevano parte alle processioni e regolavano la sfilata dei fedeli, se invitati partecipavano ai funerali.
Un ricordo che mi è rimasto impresso risale al 1938 quando fu esposta l’urna con il corpo di San Perpetuo per impetrare la pioggia, i confratelli delle tre confraternite del paese, a turno di due, fecero la guardia giorno e notte per tutto il periodo dell’esposizione.
La piazzetta antistante la chiesa fu anche ritrovo di tanti ragazzi, “i fanciot d’la piaseta”, i quali si dedicavano a svariati giochi. Era il periodo in cui nella chiesa, al mese di maggio si recitava il santo rosario; prima ai recitava sulle strade dove vi erano, e vi sono ancora oggi, le edicole con le effigie della Madonna, poi per l’aumento del traffico sulle strade e altro non si è più potuto recitare.
In seguito al crollo del soffitto la chiesa, per un certo periodo, è stata chiusa.
Ora veniamo ai lavori che si sono effettuati: nel 1979 un gruppo di amici di S. Michele, fra i quali muratori e persone capaci di adoperare la “caciùla”, si è organizzato per rimettere a nuovo l’intonaco della facciata, togliendo il vecchio e fatiscente intonaco. Si è costruito il ponteggio offerto da una cooperativa di muratori che si sono anche resi disponibili per l’installazione. Si sono rifatte le due porte, quella d’ingresso alla chiesa e quella d’ingresso al corridoio ed anche la mezzaria che porta alla sacrestia. Sono state rifatte le sei finestre della chiesa e messa la rete di protezione dei vetri, la cui posa è stata offerta dal vetraio che l’ha effettuata. Per la costruzione delle finestre si è procurato il materiale ai falegnami e loro hanno offerto gratis la loro manodopera.
Il materiale, per tutti i lavori, si è acquistato con le offerte della popolazione che, per il 1987, furono di Lire 1.847.000; le spese furono di Lire 975.000, la rimanenza di Lire 872.000 fu data al Parroco.
Nel 1988 si pensò di rifare il tetto che, con il crollo del soffitto, si trovava in pessime condizioni. Interpellammo il capomastro della ditta Fratelli Rocca, a cui offrimmo il pagamento in contanti alla fine dei lavori ed egli accettò. Nel mese di settembre dello stesso anno fecero i lavori con la sostituzione di tutto il legname della parte alta della chiesa con la posa, dopo aver sistemato i muri con 350 mattoni doppi uni, di 25 cantere uso trieste, di 70 rigoni, 86 onduline di cui una parte messa sulla parte bassa della chiesa, 5 staffoni e 1300 coppi. Nella parte bassa sono state messe solo le onduline e ripassati i coppi; del tetto sopra la sacrestia e il corridoio sono stati ripassati solo i coppi dagli amici di S. Michele, non avendo la ditta Rocca tempo per il rifacimento.
Nel 1988 furono raccolte offerte per Lire 3.091.000 e ne sono uscite Lire 5.091.000, con un disavanzo di Lire 2.000.000.
Nel 1989 furono raccolte offerte per Lire 2.000.000 ed è stato raggiunto il pareggio.
Nel 1990 furono raccolte offerte per Lire 610.000, sono uscite Lire 70.000 per pagamento materiali, la rimanenza di Lire 540.000 date al Parroco.
Il maestro pittore, Sig. Franco Pieri, ha dipinto il quadro che raffigura San Michele Arcangelo collocato nella parte alta della facciata della chiesa, da lui donato e il quale è stato scoperto e benedetto con una cerimonia ufficiale alla presenza di autorità civili, religiose, militari e la partecipazione numerosa dei solerini.
Anche la pittrice Renata Piccinino ha dipinto il quadro, sempre raffigurante S. Michele Arcangelo, che è stato collocato al centro della cornice posta dietro l’altare.
In seguito è stato rifatto il soffitto in carton gesso.
Il Parroco fece costruire l’impianto di illuminazione della chiesa, sacrestia e corridio e fatto installare il riscaldamento, utilizzando anche il denaro dato dagli amici di S. Michele. Fece poi rifare il pavimento, che era stato rovinato dal crollo del soffitto, da un piastrellista suo parente; è stato costruito un vespaio per togliere l’umidità, prima della posa delle piastrelle in cotto piemontese.
Nel tempo in cui si preparava la posa delle piastrelle, un esperto muratore, con l’aiuto di alcuni amici di S. Michele, costruì la parte rialzata del presbiterio, da dove il sacerdote celebra la S. Messa.
Il nuovo Parroco, giovane e dinamico, ha fatto rifare il tetto della sacrestia e sostituito tutti i canali del tetto.
Il comitato della Chiesa di San Rocco ha donato il quadri della via crucis, che avevano sostituito quelli precedenti trafugati dai ladri, ma per l’installazione i muri della chiesa necessitano di essere restaurati.
Ecco perché si sta per formare un comitato il quale dovrà darsi da fare per raccogliere i fondi necessari per pagare i lavori.
Si è dato l’incarico ad una giovane architetto per la realizzazione del progetto, necessario per l’autorizzazione delle Belle Arti.

 

 

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